"Stephen Price entrò nel tempio al crepuscolo. Sotto il cielo ormai quasi blu, alla fine della giornata, nel Maha Bodhi cominciavano ad affollarsi monaci e fedeli. Numerose piccole candele ardevano già lungo i corridoi circolari che delimitavano il cammino e la preghiera. Tutti si muovevano in senso orario, rapidi, accompagnando il movimento con la recitazione dei mantra,  a voce alta o solo sussurrando: quanti più giri intorno al recinto sacro e quanti più mantra recitati, tanti più meriti per lo spirito. Stephen era un medico, un occidentale, un cristiano. Quel modo così fisico di pregare gli era estraneo, incomprensibile. Tuttavia si lasciò trascinare nel flusso, e seguì la corrente"

 

(da "Bodhgaya" in Le cose come stanno e altri racconti)